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Día de Muertos: un'esplosione di colori, memoria e vita

17.12.2025
Indice

C'è un momento dell'anno in cui il Messico cancella il confine tra il mondo dei vivi e quello dei defunti, non con tristezza, ma con una gioia vibrante e commovente. È il Día de Muertos, celebrato tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre. Per i viaggiatori Alpitour, partecipare a questa ricorrenza significa entrare nel cuore pulsante della cultura messicana, dove la morte non è la fine, ma una tappa di un viaggio eterno da celebrare con musica, cibo e fiori.

Riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità, il Giorno dei Morti è un sincretismo perfetto tra le antiche credenze precolombiane (Aztechi e Maya vedevano la morte come parte del ciclo della vita) e le tradizioni cattoliche portate dagli spagnoli.


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I simboli della festa: come leggere il Día de Muertos

Per capire davvero questa festa, bisogna saper leggere i suoi simboli, che decorano ogni angolo del paese, dalle case private alle grandi piazze.

L'altare (Ofrenda): il ponte tra i mondi

Il cuore della celebrazione è l'Ofrenda. Ogni famiglia allestisce in casa un altare a più livelli per accogliere le anime dei cari defunti che tornano a far visita. Nulla è casuale:

  • Fiori di Cempasúchil: queste calendule messicane dal colore arancione intenso e dal profumo penetrante servono a guidare le anime verso casa.
  • Le foto: ritratti dei defunti a cui l'altare è dedicato.
  • Papel Picado: carta velina colorata e traforata che rappresenta l'elemento dell'aria e la fragilità della vita.
  • Cibo e bevande: i piatti preferiti dal defunto, insieme a bicchieri d'acqua (per dissetare l'anima dopo il lungo viaggio) e sale (per purificare).

La Catrina e le Calaveras

Onnipresente è la figura della Catrina, l'elegante scheletro donna con un grande cappello piumato. Creata dall'artista José Guadalupe Posada e resa celebre da Diego Rivera, è nata come satira sociale ma oggi è l'icona della festa, ricordandoci che, indipendentemente dalla ricchezza, di fronte alla morte siamo tutti uguali. Accanto a lei, i Calaveras de Azúcar (teschi di zucchero) decorano gli altari, spesso con il nome del defunto (o di un vivo!) scritto sulla fronte in segno di affetto ironico.

Il Pan de Muerto

Non è solo cibo, è rito. Questo pane dolce, aromatizzato all'anice e fiori d'arancio, ha una forma circolare che simboleggia il ciclo della vita. Le strisce di pasta sopra rappresentano le ossa (o le lacrime) e la pallina centrale il cranio.


Dove vivere il Día de Muertos: 3 esperienze uniche

Sebbene la festa sia nazionale, ogni regione ha un'anima diversa. Ecco le tre destinazioni consigliate da Alpitour per un'esperienza indimenticabile.

1. Città del Messico: lo spettacolo grandioso

La capitale offre il volto più scenografico della festa. L'evento clou è il Gran Desfile de Día de Muertos, una parata colossale che attraversa il Paseo de la Reforma fino allo Zócalo. Carri allegorici giganti, marionette scheletriche (alebrijes) e migliaia di figuranti truccati sfilano in un carnevale dell'aldilà.

  • Da non perdere: L'Ofrenda Monumentale installata nella piazza dello Zócalo e la visita notturna al bosco di Chapultepec.

2. Oaxaca: l'anima tradizionale

Se cerchi l'autenticità spirituale, Oaxaca è la meta. Qui la festa è più intima ma visivamente potentissima. Le strade si riempiono di Comparsas, cortei musicali spontanei. I cimiteri, come quello di Xoxocotlán, diventano luoghi di ritrovo notturno dove le famiglie vegliano le tombe illuminate da migliaia di candele, bevendo mezcal e ascoltando musica mariachi in un'atmosfera di serena malinconia.

3. Pátzcuaro e Janitzio: la magia sul lago

Nello stato di Michoacán, la celebrazione è profondamente indigena (cultura Purépecha). La notte del 1° novembre, il lago di Pátzcuaro si illumina: i pescatori escono con le canoe dotate di reti a farfalla e candele accese per raggiungere l'isola di Janitzio. La vista del cimitero dell'isola che brilla nel buio è una delle immagini più evocative di tutto il Messico.

Consigli pratici per il viaggiatore

  • Pianificazione: è altissima stagione. Prenota voli e hotel con mesi di anticipo, specialmente per Oaxaca e Pátzcuaro.
  • Rispetto: ricorda che, nonostante i colori e la musica, è un momento sacro per le famiglie. Chiedi sempre il permesso prima di fotografare persone o altari privati nei cimiteri.
  • Trucco: sentiti libero di farti truccare da teschio (calavera) dai numerosi artisti di strada. È un modo per partecipare alla festa, non una mancanza di rispetto.

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Domande frequenti

Sono festività completamente diverse. Halloween (31 ottobre) ha origini celtiche ed è legato alla paura degli spiriti maligni; il Día de Muertos (1-2 novembre) ha origini precolombiane e cattoliche ed è una celebrazione dell'amore e della memoria, in cui si accolgono con gioia le anime dei cari che tornano. Non ci sono mostri o terrore, ma fiori e colori.

La data del Gran Desfile cambia ogni anno, ma si tiene solitamente il sabato precedente al Giorno dei Morti (quindi fine ottobre). È consigliabile controllare le date ufficiali qualche mese prima e arrivare lungo il percorso con ore di anticipo per trovare posto.

Durante il Día de Muertos, i cimiteri nelle zone turistiche (come Mixquic a Città del Messico o Xoxocotlán a Oaxaca) sono luoghi di festa, estremamente affollati di famiglie, turisti e musicisti. L'atmosfera è sicura, conviviale e accogliente. Come sempre, valgono le normali regole di buon senso per i luoghi affollati.

Oltre al Pan de Muerto e ai teschi di zucchero, è il momento migliore per gustare il Mole Negro (una salsa complessa a base di peperoncino e cioccolato, tipica di Oaxaca), i Tamales (involtini di mais ripieni) e la zuppa di Pozole. Si beve cioccolata calda, Atole (bevanda calda di mais) e ovviamente tequila e mezcal per brindare alla vita.